Perché Sanremo è Sanremo, anche nel 2019!

sanremo

Ebbene sì, sono pop. Lo confesso.

Leggo tanto, ultimamente non quanto vorrei, ma guardo anche molta tv, spesso di pessimo gusto. Ieri mi trovavo al tavolo con amici e la discussione della pausa pranzo era: qual è il tuo guily pleasure televisivo?

Dopo qualche esitazione sono usciti allo scoperto fazioni di D’ursiani contro militanti Defilippiani, per non parlare dei nipoti di Mara. Lo ammetto, guardo un po’ di tutto, quindi posso discutere amabilmente di Kafka per passare un secondo dopo all’ultimo lip sync di Ru Paul e concludere con una lectio magistralis su quanto Morena Funari stesse male in baby doll a Pomeriggio 5…

Eppure nulla per me è più sacro di Sanremo. La mia famiglia e il mio compagno sanno benissimo che è la “Settimana Santa”, che preparerò delle schede per votare canzone e look di ogni singolo cantante e che per nulla al mondo devo essere disturbato.

Sono nato alla fine degli anni ’80, quindi non posso che ricordare gli exploit di Giorgia e Laura Pausini, ma anche i successi di Annalisa Minetti e i Jalisse, per non parlare del tanga di Anna Oxa e del (quasi) topless di Patty Pravo. Ho conosciuto grazie a quel palco alcuni dei miei miti musicali, mi basta pensare a Carmen Consoli o a Elisa (che in realtà seguivo già, ma che all’Ariston è stata consacrata), e ho vissuto l’emozionante sfida di Sanremo Giovani 2009 quando Malika e Simona Molinari hanno perso di un soffio contro Arisa.

Cosa succederà quest’anno? Sarà un Festival indie-pop, musicalmente parlando, ma sarà anche un Sanremo strano: Baglioni ha già cantato tutto il suo repertorio l’anno scorso, Virginia Raffaele torna su quel palco per la quinta volta consecutiva (anche basta!) dopo un flop televisivo targato 9, ,mentre a Bisio tocca il doppio ruolo di capocomico e presentatore istituzionale.

Ma la vera domanda è: perché rinunciare ai super ospiti? Nel corso degli anni abbiamo visto Britney Spears cantare live I’m not a girl not yet a woman, Madonna in versione gotica alle prese con Frozen o le “mie” Spice Girls un po’ scary! Quest’anno invece si punterà tutto sull’Italia, con un’Amoroso promossa non si sa bene per quale merito a punta di diamante della kermesse. Sia chiaro non ho nulla contro Alessandra (non mi piace la sua musica ma questo non ha alcuna importanza), ma non capisco come possa creare l’attesa che hanno scatenato David Bowie o gli stessi Take That negli anni ’90.

Non ci resta che attendere martedì per capire se Baglioni farà un secondo miracolo in termini d’ascolti o le polemiche scatenate da ogni parte (Striscia e Salvini per dirne due) cattureranno l’attenzione più delle canzoni in gara. Io, nel frattempo, decido che menù preparare per la maratona televisiva.

 

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