L’amica geniale da Elena Ferrante a Saverio Costanzo

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Succede che un Natale di tanti anni fa non sapevo che libro regalare a mia madre: lei lettrice-compulsiva, io sempre alla ricerca di qualcosa di particolare…un bel mix insomma! Vado in libreria e come quasi sempre, i libri di piatto sono insulsi, best seller ingiustificabili, vip-improvvisati-scrittori e quelle orrende ricopertinature con le immagini del film appena uscito: insomma un disastro. Mi capita però tra le mani un libro: L’amore molesto di Elena Ferrante.

Inutile dire il seguito: nasce un triangolo amoroso tra me, mia madre ed Elena Ferrante. Un amore destinato a esplodere con i quattro libri del ciclo L’amica geniale. Sapete, avevo pensato di fare una recensione ai romanzi ma poi mi sono detto che è impossibile racchiudere in qualche frase un mondo intero di sensazioni, personaggi e storie che si intrecciano. Ognuno di noi ha passeggiato per le vie di un quartiere “sgarrupato”, ha avuto paura ad alzare gli occhi e incrociare quelli di Don Achille, o si è un po’ innamorato di Nino, salvo poi rimanerne terribilmente delusi.

E quindi eccoci qui, in un pomeriggio di settembre in cui non si capisce se faccia o meno freddo, decido di approfittare della proiezione speciale di 3 giorni per andare a vedere i primi due episodi della nuova serie tv targata Rai-Hbo-Tim Vision. Non vi nascondo che appena iniziata la proiezione mi è salito un brivido lungo la schiena: Elena e Lila avevano un volto, un respiro e dei gesti, e con loro brulicava un intero quartiere grigio, fatto di urla e disperazione ma anche di un’incontenibile vitalità.

No, nessun film può eguagliare il libro, lo dico subito e mi levo il pensiero: ma questo è semplicemente perché leggendo fantastichi di un mondo che non sempre ritroverai nell’immaginazione di un’altra persona, seppur di estremo talento come Costanzo (Hungry Hearts merita!). Nelle prime due puntate c’è il neorealismo di De Sica, Rossellini (a tal proposito la rievocazione della tragica scena di Roma Città Aperta l’ho trovata un po’ pedante) e Pasolini: questo traspare dalle ambientazioni spoglie, dalla scelta di attori che sanno recitare con estrema naturalezza (le due bambine sono davvero brave) e dal contenimento di un estetismo che Costanzo nei precedenti lavori aveva portato a livello Sorrentino, con riprese interminabili di riflessi dell’acqua e polvere svolazzante qua e là.

Il giudizio è di un lavoro ben fatto che rischierà un po’ di perdersi vedendolo in tv: mi spiego meglio, sono l’unico che quando guarda la tv risponde a un messaggio sul cellulare, guarda una notizia o sente il proprio compagno russare? Ecco ci vuole attenzione e concentrazione per vedere questa serie tv, ci vorrebbe anche uno schermo HD grande perché i dettagli sono tanti che su un monitor “piccolo” rischiano di essere troppo fitti per essere goduti al meglio.

La buona notizia è che L’amica geniale ha conquistato il botteghino segnando un primo posto incredibile perché, scusate il gioco infantile, ma ha battuto proprio gli Incredibili 2! Lila e Lenù ormai sono vere e proprie eroine in grado di far leggere gli italiani (mission impossible) e di conquistarli anche al cinema: i risultati parlano chiaro 457.552 mila euro con oltre 42 mila presenze in 3 giorni.

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